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Quando la lettura di un fumetto si coniuga con la prevenzione

20 Luglio 2009 - Ore 16:01

E' dedicata agli infortuni sul lavoro l'ultima avventura in edicola del celebre eroe dei fumetti. Questa volta l'Indagatore dell'incubo si finge operaio in uno stabilimento dove si susseguono incidenti mortali ai danni degli operai. E, tra citazioni di Chaplin, Orwell e Pellizza da Volpedo, fa una scoperta agghiacciante...

Si chiama "Morti bianche" l'episodio che apre il maxi Dylan Dog in edicola dal 27 giugno, in cui il celebre fumetto edito da Sergio Bonelli si occupa per la prima volta di un tema sociale come gli incidenti sul luogo di lavoro. Tra sogni infranti e ansie di carriera, l'indagatore dell'incubo racconta così la vita in fabbrica di Brian, che sogna un futuro da prestigiatore, di Roy, della giovane Rosy e dello spietato caporeparto Loeb. Tutti, come in preda a un'isteria collettiva, hanno sacrificato la loro vita per il lavoro, attentando così anche alla propria anima, perché, come spiega ancora Goodman, Lei (la fabbrica) "è superiore a tutto e le esistenze di coloro che vivono grazie a Lei, dentro di Lei, non hanno alcun valore".

E gli spunti di attualità a cui Giovanni Guardoni, autore della sceneggiatura, sembra aver attinto per questo episodio speciale, sono veramente tanti: dall'incendio alla Thyssen Krupp di Torino, costato la vita a sette operai, all'incidente nella cisterna di Molfetta. Così come i riferimenti cinematografici ("Tempi moderni" di Charlie Chaplin) e letterari ("1984" di George Orwell). Fino all'omaggio finale a un dipinto simbolo del movimento operaio, come il "Quarto Stato"di Giuseppe Pellizza da Volpedo. La copertina, firmata da Angelo Stano, riecheggia invece l'iconografia di un girone dantesco, dove gli operai (i dannati) sono frustati e costretti a lavorare da strani mostri verdi. A sottolineare la volontà dell'autore di tirare una "stoccata", "affondando la lama negli orrori dei cosiddetti incidenti sul lavoro", così come è scritto nella lettera ai lettori. A mancare è solo la figura del fido assistente di Dylan Dog, Groucho, quasi a rimarcare che su un tema come quello delle morti in fabbrica, neanche lui può permettersi di scherzare.

 

Fonte : Inail